Cavalla uccisa, decapitata e con la lingua mozzata. Al di là dell’istintivo moto d’orrore, al momento, su questo terrificante fatto di cronaca che arriva dalla Sardegna, notoriamente terra di cavalli, non c’è molto da dire.
Gli inquirenti, i Carabinieri della compagnia di Dolianova, indagano a tutto tondo e, nonostante il fatto sia accaduto nella notte tra martedì e mercoledì, a oggi non sono trapelate informazioni. Sul raccapricciante evento delittuoso regna il massimo riserbo.
Non è difficile capire che un’azione tanto efferata ha tutto il valore di un atto intimidatorio molto pesante ai danni dell’allevato e proprietario dell’animale, che ha dichiarato sgomento di non poter neppure immaginare chi possa essere l’autore di un simile gesto.
Al momento, non si esclude alcuna pista dato che atti analoghi sono avvenuti di recente anche a Senorbì (tre Anglo Arabi) e Orroli (due).
Pare comunque certo che l’efferatezza sulla povera cavalla di Siurgus Donigala sia stata frutto di un’azione compiuta da più persone. Che speriamo vengano presto individuate. E punite in maniera esemplare.
Increduli e preoccupati anche molti allevatori che nella zona di Trexenta hanno la propria base e i propri cavalli.
Quale che sia il retroscena di un’azione di questo genere, di una vera e propria barbarie, rimane l’abiezione umana che arriva a colpire chi di sicuro non ha alcuna colpa: il cavallo.























